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Due braccia tese verso Firenze

Il percorso è legato al culto dell'immagine di Santa Maria all'Impruneta, conservata all'interno della Basilica e all'itinerario seguito dalle processioni per condurre nella città di Firenze questa immagine.
Impruneta ha svolto un ruolo importante fin dall'epoca etrusca nel rapporto fra città e campagna, per le risorse del territorio e per la presenza di un santuario meta di pellegrinaggi. I reperti archeologici scoperti nel centro urbano testimoniano l'edificazione di un luogo di culto fin dal VI secolo a. C. La Chiesa, consacrata nel 1060, assunse una notevole importanza nella vita della città di Firenze, dal Trecento quando nel periodo dell'epidemia di peste nera si affermò il culto della Madonna di Impruneta quale protettrice dal contagio. Nel 1353 l'immagine fu portata per la prima volta a Firenze per richiederne l'intervento taumaturgico. Nei secoli successivi furono numerose le processioni a Firenze che esaltarono il ruolo della Madonna come salvaguardia contro ogni genere di pericolo, dalle alluvioni alla siccità, al flagello della guerra. Famosa la processione del 1529 per l'assedio dell'imperatore Carlo V: l'immagine fu portata precipitosamente a Firenze, in Santa Maria del Fiore, per paura dell'esercito imperiale che avanzava verso l'Impruneta e vi restò per tutto l'anno in cui durò l'assedio.
Il vescovo Giovan Battista Casotti ci ha lasciato un'accurata descrizione - Memorie istoriche della miracolosa immagine di Maria Vergine di Impruneta, Firenze 1714 - di due processioni rimaste celebri, per motivi diversi:
· la processione del 1633 per la peste, che causò nella sola Firenze la morte di 9000 persone; è lo stesso contagio di cui parla Manzoni nei Promessi Sposi: "La peste che il tribunale della sanità aveva temuto che potesse entrare con le bande alemanne nel milanese, c'era entrata davvero, come è noto; ed è noto parimente che non si fermò qui ma invase e spopolò una buona parte d'Italia."
· La processione del 1711 voluta dal Granduca Cosimo III , come ricordava il Bando, per "invocare la Divina Misericordia nelle presenti congiunture, e particolarmente per implorare il ristabilimento nella pristina salute del Serenissimo Sig. Principe Ferdinando con la tanto sospirata successione alla Seren. Casa."

Le Memorie Istoriche del vescovo Casotti ci propongono un'immagine viva dei due eventi: i personaggi e il corteo che seguivano la processione, il giubilo dei fedeli, le soste lungo il percorso, il procedere della processione verso la città e poi entro le mura cittadine, regolato da un preciso cerimoniale.
Il Percorso del Sacro che oggi si propone, segue l'itinerario presentato dal libro del vescovo Casotti che, osservato su una carta, presenta come la forma di due braccia tese dall'Impruneta verso Firenze, una rivolta, passando dalla Certosa presso il Galluzzo, verso Porta Romana da dove la processione entrava nella città; l'altra verso Porta San Giorgio, da dove il corteo riprendeva la strada del ritorno, passando per l'antica Erta de' Catinai. Nella presentazione del Percorso del Sacro sono poi riprese alcune immagini e suggestioni presentate dalle pagine dello stesso libro. Il visitatore è invitato a soffermarsi presso le antiche chiese che s'incontrano lungo l'itinerario e a prestare attenzione alla rete dei tabernacoli, diffusa nella campagna e nella città, formata in diverse epoche, in particolare lungo le vie seguite dalla processione, soprattutto negli anni della peste. Nelle Memorie Istoriche l'autore riferisce che "i fanciulli, ogni sera, suonata l'ora di notte, presero a radunarsi presso i Tabernacoli e qui accendevano lumi di cera e di olio acquistati con il danaro che chiedevano per l'amor di Dio. Questa iniziativa così innocente ma piena di amore verso la Madonna, si dilatò tanto che si mise mano a restaurare i tabernacoli fatiscenti e a costruirne di nuovi e tutti facevano a gara perché fossero adornati l'uno in modo più bello dell'altro."


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