• Fabbriche di Toscana - Impruneta
 L'Ecomuseo di Impruneta
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   L'Ecomuseo di Impruneta
Terre d'Impruneta
Impruneta e Jean Michel Folon
L'Ecomuseo di Impruneta   
Il patrimonio culturale d'Impruneta, formatosi nel corso dei secoli, è ampiamente diffuso in un paesaggio straordinario, dai caratteri unici. Sono presenti sul territorio collezioni storiche e artistiche di grande valore, come quelle conservate nel Museo di Arte Sacra della Basilica o, con caratteri diversi, le opere in cotto presenti presso alcune antiche fornaci; per la nostra epoca si può segnalare ad esempio, l'archivio Maria Maltoni legato alla bella esperienza della Scuola di San Gersolè. Di questa ricchezza fanno parte inoltre l'antica tradizione dell'artigianato del cotto e il sapiente lavoro dedicato ai prodotti dell'agricoltura; merita ancora ricordare la rete della vita associativa che si manifesta in maniera vivace in più occasioni, dalla famosa Fiera di San Luca alla Festa dell'Uva.
Impruneta ha una posizione particolare, di cerniera, nell'ambito della provincia: per un verso confina con Firenze, città d'arte interessata da un grande flusso di visitatori, per l'altro, appare come la naturale porta di accesso alla vicina area del Chianti.
Il Comune d'Impruneta, partendo da questi elementi, è impegnato in una serie di iniziative per valorizzare la propria identità, i caratteri originali delle risorse, nel quadro di stretti rapporti con i territori circostanti; di queste iniziative fa parte il Progetto Integrato - aperto alla partecipazione di soggetti sociali, istituzioni culturali, imprenditori - che prevede la costituzione dell'Ecomuseo Terre d'Impruneta. All'associazione Parusia è stato affidato l'incarico di definire le caratteristiche e le linee del programma di questo organismo.
La scelta dell'ecomuseo appare appropriata per il patrimonio culturale ed ambientale presente e per il tipo di sviluppo locale che s'intende perseguire in maniera equilibrata, attenta alla eredità consegnata dalla storia e dalle tradizioni.
Il modello dell'ecomuseo si è affermato, com'è noto, in Francia nel corso degli anni '50 e vede oggi una consistente diffusione anche in Italia. La riflessione che si sta sviluppando nel nostro Paese, ripresa nel corso di recenti convegni, porta a sottolineare che l'ecomuseo si basa su "un patto con il quale una comunità s'impegna a prendersi cura di un territorio."
Le linee del modello sono semplici: comprendono, nella loro struttura, "insiemi di beni e luoghi" rappresentativi dei caratteri del territorio e l'individuazione di itinerari per la "conoscenza e fruizione" dei luoghi. Gli itinerari possono permettere uno sguardo generale sul territorio o essere specializzati per argomento. Punti informativi di area orientano il visitatore; il punto informativo dell'ecomuseo è il cuore della vita dell'istituzione, dove troviamo spazi per le funzioni informative, sale di esposizione permanente e temporanea, spazi per gli incontri e per la didattica, biblioteca e archivi.
Terre d'Impruneta

Il Progetto Integrato Terre d'Impruneta

Nel caso d'Impruneta, gli "insiemi di beni e luoghi" sono composti da beni e luoghi legati a temi che permettono una lettura essenziale ed una interpretazione dei caratteri del patrimonio storico-culturale. Il tema generale Terre d'Impruneta è diviso così in tre rami che riguardano:

a) La Terra della Natura e della Storia: il paesaggio dell'olio e del vino. Rivolto alla conoscenza dell'ambiente trasformato nel tempo dal lavoro dell'uomo e dei segni ancora presenti della cultura della mezzadria;

b) La Terra del Cotto, che comprende i beni legati all'attività delle fornaci, alle collezioni dei prodotti, alla storia dei rapporti dei fornaciai con la città di Firenze;

c) La Terra del Sacro, che riguarda la storia della Basilica di Santa Maria all'Impruneta, il percorso dei pellegrinaggi, la venerazione per l'immagine della Madonna conservata presso la Basilica.

Per ognuno di questi argomenti, è stato proposto un itinerario ed un luogo di riferimento (il punto informativo di area o "centro di interesse") dove sono illustrati gli aspetti di natura storica, culturale, scientifica, sono evocate immagini ed emozioni, dove è possibile compiere esperienze sul tema considerato. Il punto di partenza degli itinerari è il Centro Visite, il cuore dell'Ecomuseo, la cui collocazione ideale sarebbe in piazza Buondelmonti.
Fra gli strumenti dell'ecomuseo, hanno particolare valore i mezzi forniti dalle recenti tecnologie informatiche, per segnalare al visitatore una gamma adeguata d'informazioni e per permettergli di compiere, in piena autonomia, le scelte che ritiene più opportune. Un ricco programma di attività caratterizzerà la vita dell'Ecomuseo, con iniziative legate all'alternarsi delle stagioni e al ciclo delle feste tradizionali.

Negli anni del dopoguerra, nel momento della disgregazione del mondo contadino, Impruneta divenne il centro del processo di avvicinamento alla città da parte di molte famiglie delle campagne. Molti dei suoi abitanti lavorano oggi fuori dal comune e "riprendono" la loro identità di residente solo alla fine della giornata. Un elemento di rilievo di Impruneta è la sua posizione di "collina metropolitana", una sorta di cerniera fra il Chianti e la città di Firenze.
Il Progetto Terre d'Impruneta promosso dal Comune è rivolto a perseguire gli obiettivi di affermazione dell'identità locale e di sviluppo sociale ed economico. Al centro degli interventi è prevista la realizzazione dell'Ecomuseo Terre d'Impruneta. L'articolazione dell'Ecomuseo è quanto mai semplice. In primo piano vi è il Centro Visite o punto informativo dell'Ecomuseo (la cui collocazione ideale sarebbe in piazza Buondelmonti), è questa una vetrina, per presentare le proposte e stabilire l'incontro con gli interessi dei visitatori. Da qui partono i rami - gli itinerari - della Terra della Natura e della Storia, della Terra del Cotto e della Terra del Sacro. Per ognuno di questi profili è stato definito un percorso nel territorio alla scoperta dei segni, diffusi nel paesaggio, della storia, della natura, delle attività di oggi che hanno le loro radici nel passato; sono stati poi previsti dal progetto tre Centri di interesse, o punti informativi di settore, che presenteranno l'insieme delle testimonianze, da vari punti di vista, della storia, dell'arte, della scienza.
Impruneta e Jean Michel Folon
Si può dire che, senza saperlo, Jean Michel Folon ha sempre disegnato il Chianti e il Chianti, senza saperlo, ha sempre avuto in Folon l’artista che gli faceva il ritratto.

L’amore di Folon per le colline di Firenze ha fatto sì che il celebre artista belga, ormai scomparso, abbia lasciato un’ultima testimonianza della sua arte nel territorio di Impruneta.

Nel 2005 infatti Folon ha disegnato il “logo” delle colline di Impruneta, Bagno a Ripoli e Greve in Chianti per il nuovo sistema di segnaletica turistico – commerciale del territorio. È quindi un disegno di Folon che accoglie i turisti e li guida nella scoperta delle colline dei tre comuni.

Il segno sobrio di Jean Michel Folon (autore anche della statua posizionata davanti al Teatro Saschall di Firenze) ben si adatta raffigurare il territorio simbolo dell’umanesimo, misurato ed equilibrato. Il suo delicato cromatismo richiama quello naturale delle colline fiorentine.

A rinsaldare il forte legame tra l’artista e i comuni dell’area fiorentina, da maggio a settembre del 2005 si è tenuta l’importante mostra Folon/Firenze (www.folonfirenze.it) che permesso di ammirare circa 250 opere dell’artista. A Firenze, presso il Forte Belvedere e la Sala d’Arme di Palazzo Vecchio sono state esposte sculture e dipinti, mentre ceramiche e terrecotte sono state esposte a Impruneta, Bagno a Ripoli e Greve in Chianti.